venerdì 21 ottobre 2011

I need a pizza, please!

Mi sono innamorata di questo paese, questa città. Mi sono innamorata di questo popolo. Mi sono innamorata di questa cultura multietnica. Mi sono innamorata delle biciclette. Mi sono innamorata dei canali e delle barche che pigramente solcano l'acqua. Mi sono innamorata dell' OBA (http://www.oba.nl/). Mi sono innamorata dei tulipani.

Guardo l'Italia da qui, sembra rinchiusa in una bolla di vetro, vecchia, stantia, statica. Ad essere sincera, l'unica cosa che davvero mi manca è la pizza. Per il resto, qui sto benissimo! Sono crudele? E' la verità (purtroppo?).

venerdì 9 settembre 2011

Amsterdam, I love you

Ormai sono passati 8 giorni da quando ho preso l'aereo, da quando mi veniva da piangere perchè non sapevo come sarebbe stato, non sapevo se fossi stata in grado di capire le lezioni in inglese, non sapevo come fossero gli altri studenti. In questi 8 giorni mi sono ricreduta su tutto. Le lezioni sono comprensibili anche per me che non masticavo l'inglese da un pò (lo praticavo solo attraverso serie tv americane guardate coi sottotitoli in italiano), riesco a comunicare piuttosto bene con gli altri ragazzi che vivono qui con me a Zuiderzeeweg, ci sono bellissime persone con cui trascorro le serate qui a sorseggiare birra o vino e a parlare del più e del meno. L'università è dura, assegnano molti homework (di cui parecchi settimanali) con voto, le lezioni sono assai intense, i professori sono tutti giovani (tranne uno, con cui seguo Financial Stochastics...) e disponibili. Ho trovato la città bellissima, incantevole, amo i suoi canali, i suoi colori, la sua freschezza, i fiori ovunque, la gentilezza delle persone. Se penso che prima o poi dovrò tornare nella (ormai) cupa Milano mi viene il magone. Credo che dopo un'esperienza del genere non vorrò più tornare indietro. Non mi aspettavo mica di sentirmi così legata a questo posto dopo così pochi giorni. Eppure c'è qualcosa qui che mi attrae. Ho deciso che sarà qui che manderò le prime domande di lavoro, una volta laureata. D'altronde, l'Olanda vanta la più bassa percentuale di disoccupazione giovanile. E poi non dimentichiamoci che è il paese dei mulini a vento e dei tulipani.

mercoledì 31 agosto 2011

Il nuovo fa paura

Oggi per me è l'ultimo giorno d'estate. Da domani inizierà una nuova primavera. Se quando sono partita per Milano avevo paura, adesso sono davvero terrorizzata. Cosa mi aspetta? Spero di trovare la giusta energia per affrontare le prossime (nebbiose) difficoltà. Amsterdam: suona bene.

lunedì 13 giugno 2011

Yes, we can!

Il vento cambia davvero. E la cosa più bella è che siamo noi a farlo cambiare. Davvero.

domenica 5 giugno 2011

Dopo 6 giorni...

Ok, ho vissuto un momento emozionante della vita politica italiana. Milano è stata liberata, si è tinta d'arancio e di bandiere della pace, piazza Duomo è stata invasa da un popolo festante, persone in bicicletta, mamme con bambini, palloncini, bottiglie di spumante, canzoni allegre e tanti sorrisi. E tanti giovani. Siamo noi giovani la svolta. Non più sopiti e indifferenti a ciò che ci succede tutto intorno. Ma vivi e partecipi, vogliamo apportare il nostro contributo alla società.
La sinistra può cambiare le cose, la sinistra ci fa sognare, la sinistra ci fa sperare. La sinistra siamo noi.
Che siamo tutti uguali me lo hanno insegnato da bambina i miei genitori. E sono fiera di loro. Spero di saperlo insegnare altrettanto bene ai miei figli.


sabato 26 marzo 2011

Tutto si trasforma

Stasera sono in vena di "post"...
E' che non ho sonno, ho riletto i post che ho scritto in questi ultimi 6/7 mesi e ho visto scorci di momenti della mia vita molto diversi. L'inizio speranzoso e poco nitido si è trasformato man mano in un percorso che ha assunto una sua forma, ma è una forma ancora tutta in divenire, un impasto morbido e malleabile.

Ho intravisto la me stessa di ieri, la me stessa di oggi.
Come sarà la me stessa di domani?

UVA (e non sono i raggi)

Non scrivo da tanto e ho tanto di cui scrivere.

Questa è stata una settimana davvero strana. Nel pallone per i primi tre giorni, martedì ricevo una notizia entusiasmante, ma riesco a metterla a fuoco davvero solo giovedì.
Al risveglio penso: "Cavolo, mi hanno selezionata per la mia prima scelta di meta Erasmus!"
Tra cinque mesi mi ritroverò proiettata (di nuovo) in un'altra realtà universitaria, questa volta europea, precisamente olandese.

L'esperienza chiama altra esperienza.

Non voglio diventare quel genere di persona che non si accontenta mai di nulla, ma desidero sperimentare ed esplorare tutte le possibilità che mi vengono offerte. Che poi, in realtà, le possibilità ce le costruiamo noi con le nostre scelte. E' difficile costruirsi le possibilità, perchè è difficile fare certe scelte.
A volte mi chiedo: "E se fossi rimasta a Napoli?" e subito mi rispondo: "Ma poi non avrei conosciuto queste persone, non avrei seguito questi corsi, non avrei trovato una meta adatta a me per l'Erasmus, non avrei...". Una sfilza di non avrei.

Certo, sarebbe stato tutto molto più semplice e più comodo, perchè non avrei avuto tutti questi pensieri, non avrei dovuto impegnarmi nel conoscere gente, chiedere informazioni su tutto, inizialmente sentirmi davvero sola, cercare annunci di stanze e andare in giro a vederle. Se penso a tutto lo stress a cui mi sono sottoposta adesso mi viene da ridere. Sembra passato un secolo. Non che ora tutti i problemi si siano risolti. Ce ne sono altri. E altri se ne riproporranno nei mesi a venire. Ma vedere una strada in salita non mi fa desistere anzi, credo di essere diventata una scalatrice discreta! E poi pensandoci, ci ho preso gusto.

domenica 13 febbraio 2011

This morning

S:"Cosa ti è piaciuto di più di questo soggiorno a Milano?"
P:"Sentire la tua voce mentre studi. Mi sono reso conto di quanto mi manchi davvero."