Un mio amico mi ha detto che io, in realtà, so cosa voglio fare nel mio futuro. Che ho già le idee chiarissime, ma che non voglio ammetterlo mai. Il fatto è che non ho le idee chiare.
Io sono bravissima a "reagire". Penso sia questa una mia preziosa qualità (anche difetto, a volte). Quindi, forse, dall'esterno sembra che io sappia cosa fare. Io non so cosa fare fin quando non si presentano le possibili scelte. E' la pressione che fa mettere in moto la mia mente così velocemente che costruisce il cantiere dei vari rami, delle possibili biforcazioni e delle conseguenze che potrebbero nascere nel tempo. Una specie di albero genealogico, insomma. Immaginando poi di percorrere ogni singolo ramo, si tagliano quelli "deboli", quelli che portano ad una probabile strada senza uscita. Non si massimizzano gli sforzi in generale, ma si massimizzano gli sforzi UTILI, quelli sensati. Non si affrontano le difficoltà, ma si affrontano le difficoltà UTILI, quelle che forgiano davvero, quelle che danno una marcia in più e che fanno prendere maggiore consapevolezza di se stessi.
Cosa voglio fare da grande? Voglio sentirmi viva, voglio sentirmi in continua crescita, voglio conoscere me stessa attraverso gli altri e gli altri attraverso me stessa. Come? Non esiste un come o probabilmente esiste, ma non può essere scoperto o può essere scoperto attraverso la conoscenza del mondo. Forse il come E' il mondo visto e percepito attraverso il proprio ego, conscio ed inconscio. Non sono mai stata così bene con me stessa e con gli altri, ma più probabilmente lo ero già e ne ho preso maggiore consapevolezza ora.
Mi sento come (anzi, sono) una combattente in cerca della prossima battaglia. Di cui non si conosce l'esito. Ma comunque andrà ci sarà tanto da imparare. Il non sapere è il segreto (?).
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lunedì 16 gennaio 2012
domenica 6 febbraio 2011
Tomorrow
Il tempo scorre vorticosamente, sciogliendo alcuni dubbi e ingarbugliando altri pensieri. Mi fa un pò paura ciò che voglio. Mi fa un pò paura il futuro che voglio. No, forse non è paura, ma è ansia, apprensione. Dove, come, quando? So perché. Ho sete di esperienza; conoscere il "nuovo" rende insaziabili. Mi sento insaziabile, ecco. Desidero fagocitare tutto ciò che posso, non restare ferma a guardare che il futuro mi si rovesci addosso come una pioggia scrosciante. Diciamo che voglio far piovere in cielo. E se non è possibile, io ci riuscirò.
lunedì 11 ottobre 2010
I'll find myself
Domani parto. Parto per cominciare una nuova vita. Prima o poi doveva succedere. Due anni, e poi cosa succederà dopo? Cosa vuol dire dopo? Dopo cosa?
Il Futuro può attendere è il mio blog, ma questo futuro sembra avanzare sempre di più. Il futuro sembra commisto a presente; presente che scappa, fugge, preceduto dal passato. Ormai non riesco più a trattenerlo questo presente, scivola via viscido.
Il futuro mi sovrasta con la sua aria un pò minacciosa. Ma io sono pronta ad affrontarlo. Con te.
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domenica 12 settembre 2010
"Or discendiam qua giù nel cieco mondo"
Fremente nel mio limbo: cosa succederà di qui a due giorni? <...>.
Devo smetterla con pensieri negativi.
Desidero solo che la mia mente sia lucida e scattante al momento giusto, di non essere troppo rigida con me stessa poi, di non piangere troppo più tardi, di essere felice e appaciata dopo essermi sfogata.
In fondo cos'è? Non cadrò in un baratro buoi e profondo, ma il mio futuro dipende da questo. Perciò sono ansiosa.
Sono anche triste. Vorrei portare con me la mia casa e la mia famiglia, ecco, l'ho detto.
Devo smetterla con pensieri negativi.
Desidero solo che la mia mente sia lucida e scattante al momento giusto, di non essere troppo rigida con me stessa poi, di non piangere troppo più tardi, di essere felice e appaciata dopo essermi sfogata.
In fondo cos'è? Non cadrò in un baratro buoi e profondo, ma il mio futuro dipende da questo. Perciò sono ansiosa.
Sono anche triste. Vorrei portare con me la mia casa e la mia famiglia, ecco, l'ho detto.
martedì 30 marzo 2010
L'idealismo è morto?
La perfezione è irraggiungibile e su questo siamo daccordo. Però si può desiderare di aspirare al meglio: meglio che non coincide assolutamente con la perfezione, ma che può diventare lo stimolo che muove il mondo. Ovviamente questo comporterebbe un maggiore dispendio di energie, ma se è a fin di bene (a fin del meglio) questo ed altro! Allora ci si può rimboccare le maniche e via che si comincia. Cosa? La costruzione del futuro, ecco cosa! Non che fino ad ora non lo stessi costruendo, anzi. Ma forse adesso inizia una costruzione più consapevole, più determinata e più mirata. Mirata non so ancora precisamente a cosa, dato che non so rispodere alla domanda fatidica (cioè, cosa vuoi fare da grande?). Direi, mirata a crescere (io, come persona) e a far crescere le mie conoscenze e la mia cultura. Lo so che non sono concreta, nel senso di materialista, nel senso di concreta, nel senso di materialista, nel senso di... Però sono decisa. E, per adesso, questo mi basta a sorridere.
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giovedì 25 febbraio 2010
Libertà (per oggi)
Dopo aver fatto questo esame di Fondamenti mi sento più leggera, più vuota nel senso di libera, più libera nel senso di rilassata... Il grosso è ormai passato, la strada non è più tanto in salita (almeno per i prossimi tempi, s'intende!). Questo mi rassicura.
Poi da un altro punto di vista penso al mio futuro che, ben s'intenda, può sempre attendere, però mi sembra abbastanza imminente la venuta di (grossi) cambiamenti nella mia vita. Questo mi entusiasma e mi spaventa contemporaneamente.
Forse il mio problema è che io non ho sotto controllo le mie capacità, nel senso che non sono capace di discernere se sono sufficientemente brava o no per cavarmela da sola. Non sono una persona spavalda, nè che ha consapevolezza delle proprie potenzialità.
Ho solo consapevolezza dei miei limiti e, a volte, sono effettivamente troppo rigida con me stessa.
Vorrei essere più fiduciosa. Che poi di dosi di fiducia ne ricevo a bizzeffe dal mio "spacciatore" personale, però vorrei credere anche io in me stessa. In che esame si studia come si fa?
Poi da un altro punto di vista penso al mio futuro che, ben s'intenda, può sempre attendere, però mi sembra abbastanza imminente la venuta di (grossi) cambiamenti nella mia vita. Questo mi entusiasma e mi spaventa contemporaneamente.
Forse il mio problema è che io non ho sotto controllo le mie capacità, nel senso che non sono capace di discernere se sono sufficientemente brava o no per cavarmela da sola. Non sono una persona spavalda, nè che ha consapevolezza delle proprie potenzialità.
Ho solo consapevolezza dei miei limiti e, a volte, sono effettivamente troppo rigida con me stessa.
Vorrei essere più fiduciosa. Che poi di dosi di fiducia ne ricevo a bizzeffe dal mio "spacciatore" personale, però vorrei credere anche io in me stessa. In che esame si studia come si fa?
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lunedì 8 febbraio 2010
Il futuro può attendere, ma...
Il mio futuro non è qui, nel paese delle contraddizioni, nel paese delle delusioni, nel paese in cui il presente sa ancora di passato e in cui il futuro non fa ben sperare. I sogni resterebbero chiusi per sempre in un cassetto, dimenticati.
Il mio futuro è nel mondo, via da questo paese ormai spento, che non riesce a cambiare, che non riesce a tirarsi su, che non guarda realmente avanti e che troppo spesso si perde, guardando a quel che è stato.
Il mio futuro sarà.
Il mio futuro lo deciderò io e combatterò con tutte le mie forze per difenderlo.
Amo l'Italia, ma amo l'Italia che non sarà mai. Quello che è, è soltanto dolore e amarezza.
Povera Italia.
Il mio futuro è nel mondo, via da questo paese ormai spento, che non riesce a cambiare, che non riesce a tirarsi su, che non guarda realmente avanti e che troppo spesso si perde, guardando a quel che è stato.
Il mio futuro sarà.
Il mio futuro lo deciderò io e combatterò con tutte le mie forze per difenderlo.
Amo l'Italia, ma amo l'Italia che non sarà mai. Quello che è, è soltanto dolore e amarezza.
Povera Italia.
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