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lunedì 16 gennaio 2012

Futuro prossimo

Un mio amico mi ha detto che io, in realtà, so cosa voglio fare nel mio futuro. Che ho già le idee chiarissime, ma che non voglio ammetterlo mai. Il fatto è che non ho le idee chiare.
Io sono bravissima a "reagire". Penso sia questa una mia preziosa qualità (anche difetto, a volte). Quindi, forse, dall'esterno sembra che io sappia cosa fare. Io non so cosa fare fin quando non si presentano le possibili scelte. E' la pressione che fa mettere in moto la mia mente così velocemente che costruisce il cantiere dei vari rami, delle possibili biforcazioni e delle conseguenze che potrebbero nascere nel tempo. Una specie di albero genealogico, insomma. Immaginando poi di percorrere ogni singolo ramo, si tagliano quelli "deboli", quelli che portano ad una probabile strada senza uscita. Non si massimizzano gli sforzi in generale, ma si massimizzano gli sforzi UTILI, quelli sensati. Non si affrontano le difficoltà, ma si affrontano le difficoltà UTILI, quelle che forgiano davvero, quelle che danno una marcia in più e che fanno prendere maggiore consapevolezza di se stessi.
Cosa voglio fare da grande? Voglio sentirmi viva, voglio sentirmi in continua crescita, voglio conoscere me stessa attraverso gli altri e gli altri attraverso me stessa. Come? Non esiste un come o probabilmente esiste, ma non può essere scoperto o può essere scoperto attraverso la conoscenza del mondo. Forse il come E' il mondo visto e percepito attraverso il proprio ego, conscio ed inconscio. Non sono mai stata così bene con me stessa e con gli altri, ma più probabilmente lo ero già e ne ho preso maggiore consapevolezza ora.
Mi sento come (anzi, sono) una combattente in cerca della prossima battaglia. Di cui non si conosce l'esito. Ma comunque andrà ci sarà tanto da imparare. Il non sapere è il segreto (?).

sabato 24 luglio 2010

Il fu Mattia Pascal

Una facciata per coprire il non essere, una sorta di perbenismo "ottocentesco", se così si può dire. Fingere. Fingere con gli altri, per non fare scoprire la "vacanza" interiore, fingere di voler fare del bene per il prossimo, questo sarebbe il tuo scopo fittizio, nella vita. Fingere di avere un Dio, che incontri quando vai in chiesa, scegli di inginocchiarti anzichè abbassare il capo, non dici parolacce ma le pensi, dirle è peccato, poi dovresti sciacquarti la bocca col sapone. Fingere di essere felici della vita che si conduce, fingere di avere una propria opinione, un proprio credo politico. Fingere di credere che ci sia qualcosa dopo, fingere di non fare sprechi, perchè ci sono i bambini che muoiono di stenti nel mondo, fingere, fingere, ma per cosa? Per mentire a se stessi, per fingere di fingere di fare qualcosa di buono in un mondo in cui tutto gira al contrario, in cui le ingiustizie, sociali e non, dilagano. Come vogliamo costruire un mondo migliore se non ci si mostra per quello che siamo? Forse non vogliamo costruire un mondo migliore. Almeno non per tutti, altrimenti saremmo troppi.

venerdì 16 luglio 2010

Dove nascono i sogni

Cos'è la libertà? E' un qualcosa che si conquista pian piano, a cominciare da quando si muovono i primi passi. Non è un luogo, nè una persona. E' puro pensiero o consapevolezza, talvolta anche inconsapevolezza. Non è poter fare ciò che si vuole, questa è una visione distorta e sbagliata, tipica dei peggiori despota. E' rimanere in un cerchio mobile e fluttuante senza violare quello altrui. E' affermare con coraggio le proprie idee, ascoltando poi con pazienza quelle altrui. E' saper vivere in un luogo qualunque, essere cittadino del mondo, non guardare le nazionalità, non osservare i confini, le religioni. E' sentirsi tutti liberamente uguali. Per me questa è la libertà. Appartenere a tutto e niente.

domenica 2 maggio 2010

Dreams

Da bambina sognavo di fare la scrittrice. Adesso sogno di cambiare il mondo. Tra 10 anni cosa sognerò?

martedì 30 marzo 2010

L'idealismo è morto?

La perfezione è irraggiungibile e su questo siamo daccordo. Però si può desiderare di aspirare al meglio: meglio che non coincide assolutamente con la perfezione, ma che può diventare lo stimolo che muove il mondo. Ovviamente questo comporterebbe un maggiore dispendio di energie, ma se è a fin di bene (a fin del meglio) questo ed altro! Allora ci si può rimboccare le maniche e via che si comincia. Cosa? La costruzione del futuro, ecco cosa! Non che fino ad ora non lo stessi costruendo, anzi. Ma forse adesso inizia una costruzione più consapevole, più determinata e più mirata. Mirata non so ancora precisamente a cosa, dato che non so rispodere alla domanda fatidica (cioè, cosa vuoi fare da grande?). Direi, mirata a crescere (io, come persona) e a far crescere le mie conoscenze e la mia cultura. Lo so che non sono concreta, nel senso di materialista, nel senso di concreta, nel senso di materialista, nel senso di... Però sono decisa. E, per adesso, questo mi basta a sorridere.

giovedì 11 marzo 2010

Scelte

Corro, il vento graffia il viso, ho il fiatone, non mi voglio voltare a guardare indietro, cerco di andare sempre più avanti, verso quella luce bianca, che sembra scappare via da me. E io corro, nel vento, salto gli ostacoli, inciampo, ma non mi devo voltare a guardare indietro, altrimenti tornerei al punto di partenza e poi di nuovo a correre, da zero. Ho perso di vista la luce, si è nascosta da qualche parte, c'è un bivio, quale strada avrà preso? Io vado a sinistra, mi piace di più, e poi chissà che non incontri un'altra luce, magari più bianca, più bella, più semplice da inseguire. Perchè questo inseguimento lo so, non finirà mai. Eppure mi dibatto, combatto, mi batto. Per cosa? Per una vita migliore, per la conoscenza, per ciò che ho sempre desiderato. I desideri muovono il mondo. I desideri mi fanno rincorrere quella luce. Se mi fermo a pensare mi perdo. Corro e rido, sorrido. La luce non la raggiungerò, ma se non la rincorro non lo scoprirò mai.