mercoledì 18 gennaio 2012

I tulipani appassiscono

Sono triste (punto).

lunedì 16 gennaio 2012

Futuro prossimo

Un mio amico mi ha detto che io, in realtà, so cosa voglio fare nel mio futuro. Che ho già le idee chiarissime, ma che non voglio ammetterlo mai. Il fatto è che non ho le idee chiare.
Io sono bravissima a "reagire". Penso sia questa una mia preziosa qualità (anche difetto, a volte). Quindi, forse, dall'esterno sembra che io sappia cosa fare. Io non so cosa fare fin quando non si presentano le possibili scelte. E' la pressione che fa mettere in moto la mia mente così velocemente che costruisce il cantiere dei vari rami, delle possibili biforcazioni e delle conseguenze che potrebbero nascere nel tempo. Una specie di albero genealogico, insomma. Immaginando poi di percorrere ogni singolo ramo, si tagliano quelli "deboli", quelli che portano ad una probabile strada senza uscita. Non si massimizzano gli sforzi in generale, ma si massimizzano gli sforzi UTILI, quelli sensati. Non si affrontano le difficoltà, ma si affrontano le difficoltà UTILI, quelle che forgiano davvero, quelle che danno una marcia in più e che fanno prendere maggiore consapevolezza di se stessi.
Cosa voglio fare da grande? Voglio sentirmi viva, voglio sentirmi in continua crescita, voglio conoscere me stessa attraverso gli altri e gli altri attraverso me stessa. Come? Non esiste un come o probabilmente esiste, ma non può essere scoperto o può essere scoperto attraverso la conoscenza del mondo. Forse il come E' il mondo visto e percepito attraverso il proprio ego, conscio ed inconscio. Non sono mai stata così bene con me stessa e con gli altri, ma più probabilmente lo ero già e ne ho preso maggiore consapevolezza ora.
Mi sento come (anzi, sono) una combattente in cerca della prossima battaglia. Di cui non si conosce l'esito. Ma comunque andrà ci sarà tanto da imparare. Il non sapere è il segreto (?).

venerdì 13 gennaio 2012

23 anni

Ho appena capito che non ho capito cosa voglio fare da grande. Buon compleanno!

Birthday in A'dam

Oggi è il mio compleanno. Appena svegliata, ho pensato che l'anno scorso ero a Milano e quest'anno sono ad Amsterdam il giorno del mio compleanno. E sarei curiosa di sapere dove festeggerò l'anno prossimo.. Si accettano scommesse.

giovedì 12 gennaio 2012

Un solo pensiero

I don't wanna leave...

venerdì 23 dicembre 2011

See you in 2 weeks!

Ho fatto tantissimo in questi trenta giorni. Ho fatto tantissimo, in realtà, in questi ultimi 4 mesi. Mi sembra siano passati di corsa eppure con l'intensità di anni... Sto aspettando che finisca l'ultima lavatrice (e asciugatrice), prima di iniziare a fare i bagagli. Casa mi sembra così lontana! Eppure domani a quest'ora... ci siamo quasi! Goodbye Amsterdam, see you soon!

martedì 13 dicembre 2011

Mine vaganti

Quattro anni e due mesi fa iniziavo l'Università alla Federico II, Napoli, facoltà di matematica. E ricordo che ero così felice e piena di questa nuova esperienza che credevo che avrebbe riempito tutta la me stessa della fase universitaria. Mi sbagliavo. Al terzo anno ho iniziato a guardarmi intorno e ad essere piuttosto critica rispetto a ciò che una buona università deve offrire ai propri studenti. Così ho maturato la decisione di fare la magistrale altrove. Non perchè credevo che la facoltà di Matematica di Napoli non fosse buona, ma perchè non mi offriva abbastanza. Ero a caccia di nuove esperienze, l'insoddisfazione iniziava a germogliare dentro di me. Seguono, quindi, gli ultimi esami, la stesura della tesi, i test alla SISSA di Trieste (che falliscono, non so se dire purtroppo o per fortuna, sicuramente l'esperienza sarebbe stata totalmente diversa), il colloquio di ammissione a Milano, la laurea. Mi trovo, quindi, a Milano per la magistrale. Esperienza totalmente nuova, diversa. E' un'Università che offre molto agli studenti dal punto di vista delle opportunità. Informarsi è la parola magica. Il mio scopo era anche (e soprattutto) quello di fare un'esperienza all'estero col programma Erasmus. Di nuovo, insoddisfazione da riempire. Ecco perchè sono ad Amsterdam.
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L'insoddisfazione è diventato il mio motore, ciò che mi spinge a cercare una nuova opportunità. La cosa più difficile è stata lasciare il proprio nido primordiale, lasciare casa.
Dopo avero compiuto questo passo, l'insoddisfazione ti trasporta ovunque tu ti possa sentire di nuovo piena, anche se non per sempre. Perchè prima o poi risveglierà ancora dentro di te la voglia di andare via, di conoscere un posto nuovo e nuova gente, di imparare. Lo percepisco che è così.
Napoli non era abbastanza, Milano lo è stata per un anno, ma non lo sarà più.
Per ora Amsterdam mi sembra fantastica, mi soddisfa, mi incuriosisce e mi arricchisce.
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La cosa peggiore che potrebbe capitare è tornare indietro. A fine gennaio tornerò indietro, tornerò a Milano e so che la guarderò con occhi nuovi. E probabilmente guarderò con occhi nuovi anche Torre del Greco. Mi fa un pò paura questo. L'unica cosa che sono certa non guarderò con occhi nuovi sarà casa mia. E il mio ragazzo. Siamo cresciuti assieme e continuiamo ad evolvere allo stesso ritmo oserei dire. Riporto una frase che mi ha detto e che in questo momento mi sembra la cosa più bella e più vera:"Casa è ovunque sono insieme a te".

domenica 4 dicembre 2011

I feel the changes

"I can't leave this city.."
"I can't leave the people I met.."
"I can't stop to talk in english.."
"Why should I come back there?"

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Actually, there are many reasons, of course, rational and emotional reasons.
The time is running too fast and I would like to enjoy everything, every moment, every second.

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Esattamente tra venti giorni e 7 ore sarò a casa. Questo pensiero mi fa un effetto stranissimo. Mi rattrista e mi rende felice allo stesso tempo. E la cosa peggiore è che queste emozioni non riescono a trovare un equilibrio.
Anche se questa non sarà un addio definitivo alla bella Amsterdam è come se lo fosse. Cioè, l'8 gennaio sarò di nuovo qui, anche se per poco. Ma la sensazione è che tra 20 giorni tutto sarà finito, ciao ciao Erasmus, ciao ciao a tutti! Perchè quel che resterà saranno saranno due o tre settimane (del gelido gennaio) in cui il pensiero fisso sarà: "Tra tot giorni torno in Italia...".

Esprimo il mio desiderio:

"I wish that next year I will be again abroad, possibly with the guy I love.."

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E comunque non potevo immaginare che un'esperienza del genere mi potesse trasmettere così tanto. Bisognerebbe cambiare ogni anno Università e paese, così non ci si annoierebbe mai e si imparerebbe un sacco. Sento di non essere più la me stessa di quattro mesi fa. E questa sensazione è bellissima!

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Ho capito ciò che mi spaventa di più... Trovare tutto più o meno uguale al mio ritorno a Torre.